La presenza di una gran quantità di calcari di età
molto antica, e quindi molto lavorati dal tempo e dall’acqua,
ha permesso alla Sardegna di divenire una delle mete più
ambite per i climbers di tutto il mondo.
Le zone più frequentate sono quelle dell’Iglesiente
(sud ovest) e del Supramonte (est), ma si può dire
che le pareti attrezzate sono un po’ in tutta l’isola.
Attualmente si conta che le vie attrezzate per l’arrampicata
sportiva siano circa 3000 ma la concentrazione delle stesse
in alcuni punti, ha creato e sta creando dei veri propri santuari
dell’arrampicata, che attirano i visitatori. Tra essi
ne vanno nominati almeno quattro: Cala Gonone, i tacchi ogliastrini
(Jerzu), Isili e l’Iglesiente. Cala Gonone è attualmente il centro
più frequentato della Sardegna dal turismo legato all’arrampicata.
Il motivo risiede certamente nel fatto che gli arrampicatori
hanno a disposizione una grande quantità di pareti
nei dintorni del paese e a poca distanza dal mare. La possibilità
di abbinare il mare alla roccia costituisce un’irresistibile
attrazione per tutti quegli arrampicatori, magari con famiglia
a seguito, che desiderino passare una vacanza un po’
diversa, magari fuori stagione (i periodi migliori per arrampicare
sono le mezze stagioni). I Tacchi ogliastrini sono costituiti da una
roccia molto adatta all’arrampicata e da formazioni
simili a tacchi delle scarpe rovesciati, davvero molto suggestive.
Inizialmente le pareti attrezzate erano solo sopra il paese
di Jerzu, ma ora, grazie all’interessamento delle amministrazioni
locali che finanziano i lavori di chiodatura, è l’intera
zona che si sta candidando come una delle più belle
d’Europa per questo sport. Isili è un comprensorio molto piccolo,
ma è divenuto famosissimo in tutto il mon do grazie
alla particolarità dei suoi calcari a strapiombo. La
scalata su questo terreno, quindi molto fisica, è attualmente
di gran moda. Per questo a Isili convergono moltissimi appassionati,
prevalentemente in inverno, essendo queste pareti impraticabili
in estate. L’Iglesiente è la zona che presenta
più vie ed è un comprensorio davvero molto vasto.
Decine di pareti e migliaia di possibilità, con oltretutto
il mare vicino. Tuttavia questa zona, nei confronti di Cala
Gonone, è penalizzata dal fatto che è più
dispersiva e dalla quasi assoluta mancanza di servizi.
Perché
una regione divenga la Mecca dell’arrampicata non bastano
però le pareti, occorrono i percorsi attrezzati. La
buona volontà da parte dei chiodatori deve essere adeguatamente
supportata dalle amministrazioni locali, che hanno interesse
a sviluppare il turismo legato all’arrampicata sportiva
perché esso predilige le stagioni tradizionalmente
morte.
Le prime vie attrezzate in Sardegna datano 1985 e furono opera
di chiodaatori volontari venuti dal continente. Negli anni
novanta uno sparuto gruppo di attrezzatori auto-finanziò
un considerevole numero di pareti e diede inizio, di fatto,
al flusso turistico senza che l’ammistrazione pubblica
si avvedesse di quello che stava succedendo. Oggi questo tipo
di turismo è una realtà toccabile con mano,
dunque è giusto che la preparazione delle falesie sia
prerogativa dei comuni e rimanga pertanto patrimonio degli
stessi, come ogni altro impianto sportivo.