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Niente
più che una normalissima cittadina alpina, senza particolari
montagne o bellezze naturali, Briancon ha saputo raggiungere
i vertici del turismo legato all’arrampicata grazie ad
un’attenta e avanguardistica promozione. Alla metà
degli anni ’80 vengono attrezzate tutte le paretine nei
dintorni della città: si tratta di piccoli risalti, nulla
più, ma è la quantità di vie attrezzate
e soprattutto la qualità e la sicurezza dell’attrezzatura
a determinare il futuro successo. Alla fine del decennio Briancon
è forse una delle poche zone in Europa ad avere un fortissimo
concentrato di falesie attrezzate in modo ravvicinato e sicuro.
Ciò contribuisce enormemente alla creazione di un vivaio
nelle nuove generazioni: di fatto a Briancon vedi arrampicare
tutti, dai bambini di 7 anni ai loro nonni di più di
60! L’arrampicata si diffonde presto nelle scuole, vengono
costruite palestre artificiali indoor per i mesi invernali,
vengono creati appuntamenti internazionali con gare e master
di coppa del mondo (Serre Chevalier). Molti dei campioni francesi
di arrampicata sportiva che hanno dominato le scene per più
di un decennio, non a caso vengono da questa zona. Alla metà
degli anni ’90 le montagne dei dintorni contano decine
di vie lunghe sportive e Briancon è al culmine del turismo.
Ne beneficiano le decine di campeggi, sempre pieni di arrampicatori,
e l’economia della cittadina.
Oggi Briancon soffre un poco la mancanza di novità. Le
falesie cominciano ad essere lucidate ed è rimasto ormai
poco spazio per le cose nuove. Rimane tutta via un punto di
riferimento nell’arrampicata internazionale e un esempio
eclatante di come un’attenta politica turistica legata
all’arrampicata possa costituire crescita e benessere
per la comunità locale.
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