ARRAMPICATA E TURISMO


L’arrampicata sportiva può essere fonte di turismo? Se parliamo di piccole paretine certamente è difficile che esse richiamino turisti da molto lontano. Al più saranno frequentate dagli arrampicatori locali. Ma se ragioniamo in termini di centri di arrampicata con molte centinaia di vie, non solo limitate ad un piccolo territorio comunale, ma che coinvolgano più paesi, allora certamente una zona può diventare di interesse nazionale ed internazionale, tanto da richiedere la creazione di servizi appositamente studiati per i turisti arrampicatori. Alberghi, campeggi, agriturismo, pizzerie e quant’altro potranno allora beneficiare del flusso dei climbers in bassa stagione.
Tutto ciò può essere previsto, regolato e pianificato in precedenza con un’opportuna campagna di chiodatura delle pareti e promozione delle stesse sui media


Un esempio concreto? Briancon, Francia


Niente più che una normalissima cittadina alpina, senza particolari montagne o bellezze naturali, Briancon ha saputo raggiungere i vertici del turismo legato all’arrampicata grazie ad un’attenta e avanguardistica promozione. Alla metà degli anni ’80 vengono attrezzate tutte le paretine nei dintorni della città: si tratta di piccoli risalti, nulla più, ma è la quantità di vie attrezzate e soprattutto la qualità e la sicurezza dell’attrezzatura a determinare il futuro successo. Alla fine del decennio Briancon è forse una delle poche zone in Europa ad avere un fortissimo concentrato di falesie attrezzate in modo ravvicinato e sicuro. Ciò contribuisce enormemente alla creazione di un vivaio nelle nuove generazioni: di fatto a Briancon vedi arrampicare tutti, dai bambini di 7 anni ai loro nonni di più di 60! L’arrampicata si diffonde presto nelle scuole, vengono costruite palestre artificiali indoor per i mesi invernali, vengono creati appuntamenti internazionali con gare e master di coppa del mondo (Serre Chevalier). Molti dei campioni francesi di arrampicata sportiva che hanno dominato le scene per più di un decennio, non a caso vengono da questa zona. Alla metà degli anni ’90 le montagne dei dintorni contano decine di vie lunghe sportive e Briancon è al culmine del turismo. Ne beneficiano le decine di campeggi, sempre pieni di arrampicatori, e l’economia della cittadina.
Oggi Briancon soffre un poco la mancanza di novità. Le falesie cominciano ad essere lucidate ed è rimasto ormai poco spazio per le cose nuove. Rimane tutta via un punto di riferimento nell’arrampicata internazionale e un esempio eclatante di come un’attenta politica turistica legata all’arrampicata possa costituire crescita e benessere per la comunità locale
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