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Aprile 2010

Col di Bavella - Corsica (Francia)


Un sogno durato 20 anni

Aprire a Bavella e' sempre stato uno dei miei sogni più segreti ed impossibili: ci sono voluti infatti molti anni perché si realizzasse. Da quando, per la prima volta avevo visto le Teghie Lisce, piccola Yosemite del Mediterraneo, sino a quando avevo finalmente disegnato con gli occhi la “mia” linea su quelle lisce lavagne di granito... erano già passati più di 15 anni, 15 anni in cui non ero stato certo con le mani in mano ma avevo esplorato l’isola in lungo e in largo. Il mio cuore era rimasto tuttavia là, sulle Teghie Lisce. Aprire finalmente la “mia” via a Bavella sembrava però un sogno destinato a rimanere tale. Dopo quel soggiorno del 2005 con Andrea e Giorgio, che fruttò la ripetizione di Jeef e Acqua in Bocca, ho cercato a lungo compagni disposti a seguirmi e a dividere il peso di un’apertura difficile sulla linea che avevo individuato: volevo forzare i muri a destra di Jeef, ma le incognite, volendo aprire con lealtà senza salire da spit a spit, sembravano tali da scoraggiare chiunque. Così quando Rolly mi propose la Corsica rimasi stupito: ma come, dissi, non te lo avevo già chiesto tempo fa ed avevi rifiutato? A volte, mi rispose Rolly, si cercano nuovi stimoli, nuove avventure: il granito della Corsica potrebbe essere l’avventura che cerco in questo momento.... Possiamo tentare! Finalmente davanti al “mio” progetto, col binocolo in mano, l’attrezzatura di apertura nel pesantissimo zaino e l’asso di cuori come compagno... tuttavia i dubbi invece di dissolversi sembravano ingigantirsi. Anche il Rolando nazionale, il re delle aperture, sembrava alquanto perplesso. Ma sei sicuro che si passa? Continuava a chiedermi. No ovviamente, se fosse stata così facile e banale l’avrei già fatta dieci anni fa col primo compagno che trovavo! Fu così che, scandagliando tutta la parete, Rolly notò quella serie di fessure vergine a sinistra della famosa ed impressionante Delicatessen e l'idea alternativa prese lentamente forma. Di lì non sarà sicuramente una passeggiata, ma forse passeremo...
Sai... mi disse tre giorni dopo... più di 36 ore in parete a spellarsi le mani nelle fessure strapiombanti e la macchia corsa... su quest’isola cercavo quel che altrove non ho mai trovato: volevo aprire una bella linea di fessure estreme su granito da sogno, volevo salire con pochi o niente spit, ma volevo anche riuscire a salirla in libera, ben sapendo che il granito non è il terreno in cui mi sento a mio agio. In soli tre giorni e non molto lontano da casa, ho trovato quel che cercavo e realizzato il mio desiderio... Già, ho pensato tra me... io invece erano ben vent'anni che aspettavo questo giorno! Una mattina ti svegli nel letto dell’ostello del Col di Bavella, con le mani doloranti ed i muscoli a pezzi, e realizzi che il tuo segreto desiderio da quel momento fa ormai parte del passato. Forse, penso, la bellezza stava anche nel crederlo irrealizzabile. In ogni caso, se cercate spazi per sognare... non dimenticatevi Bavella!
..................................................................................Maurizio Oviglia

De rerum natura

“De rerum natura”, il famoso poema filosofico scritto da Lucrezio nel I° secolo A.C., tradotto dal latino significa “Sulle cose della natura” e tratta della realtà della natura e del ruolo dell'uomo in essa.
L'umanità, ed in particolare quella che si rifà alla cultura occidentale, sta scordando sempre più che è la Natura che governa. Nonostante tutte le sue innovazioni tecnologiche, l'uomo dovrà sempre arrendersi ai voleri di madre natura, e sempre lei comanderà, fortunatamente.
Noi alpinisti, noi scalatori, individualisti come siamo, abbiamo sempre la presunzione di distinguerci dalla massa. Forse però in questo caso il nostro anticonformismo, ha una ragione di fondo. Come la maggioranza dei nostri simili, rispettiamo poco la natura, ma a differenza loro indiscutibilmente la temiamo.
Abbiamo un timore reverenziale per tutte le sue manifestazioni, ma nello stesso tempo abbiamo necessità di godere delle sue bellezze, una necessità che spesso diviene dipendenza.
Non sono che pensieri scaturiti dopo aver vissuto la bellezza e la solitudine del Col di Bavella in Corsica, godendo del suo granito clamoroso e variegato.
E dal fatto dell’aver impiegato 18 ore per rientrare a casa, al posto di 1 ora di volo, causa l'eruzione del vulcano islandese. Un gravoso disguido, accettato personalmente con serenità, un’occasione importante di riflessione per tutti noi.... perchè sono cose della natura.
..................................................................................Rolando Larcher

Rolando Larcher e Maurizio Oviglia hanno aperto una nuova via sulla Punta U Corbu, Corsica, nel Massiccio di Bavella. La via segue un sistema evidente di fessure strapiombanti con due lunghezze che raggiungono il 7c. La bellezza del granito, l’esteticità della linea e l’ambiente magico di Bavella, ne fanno una via d’eccezione, un’altra chicca da non perdere. Altre vie firmate dalla cordata Larcher-Oviglia, alcune ormai divenute molto famose sono: Umbras (8a, Sardegna), Spirito Selvaggio (8a+, Sardegna), Mezzogiorno di fuoco (8b, Sardegna), Sur le fil de la nuit (7c+, Marocco), Come to dervish (7b, Turchia), Mezzaluna Nascente (7c, Turchia), Uc Muz (8a, Turchia), Kaos (7c, Sicilia), British Way (7a+ trad, Sardegna), La cruna dell’Ago (8a, Gran Paradiso), Dialoporco! (6b+, Dolomiti), Mercanti di Chiacchere (7a trad, Sardegna).