Quattro chiacchere con...

 


aprile 2010 - Chris Gore

Chris Gore è uno dei più forti arrampicatori inglesi degli anni ottanta. Compagno di scalata del mitico Jerry Moffatt, a differenza di lui ancora oggi scala, e anche più che bene! Lo abbiamo incontrato nelle falesie della Sardegna, e non abbiamo potuto fare a meno di fargli qualche domanda, per conoscerlo meglio.

Chris Gore ha 52 anni (2010), è sposato con 3 figli e lavora in proprio come agente di vendita per prodotti outdoor.

Chris Gore – is now 52 (2010), married with 3 kids, and works as a self employed sales agent in the outdoor trade

 

 

1 – Chris, è già diverse volte che vieni in vacanza in Sardegna, cosa ti piace di quest’isola?
1 – Chris, you’re in Sardinia again on holiday and have already been here several times. What is it about Sardinia that you like?

La Sardegna è un’isola bellissima, con un paesaggio fantastico e gente molto accogliente. Mi piace anche perché ci sono pochi turisti stranieri e l’arrampicata è bellissima. Certo, il tempo conta non poco…in UK piove molto, tanto, troppo! In generale, in Sardegna trovo un ambiente molto rilassante.
Sardegna is a beautiful Island, fantastic scenery and very friendly people, I also like it because there are very few foreign tourists and the climbing is fantastic. Of course the weather for me is a very important factor – we have so much rain in the UK. Generally there is a very ambient relaxing environment in Sardegna

2 – Ma tra Sardegna, Kalymnos e Spagna...quali sono le differenze tra le varie Disneyland della scalata?
2 – What are the differences between climbing’s various “Disneylands”, Sardinia, Kalymnos and Spain?

Per le mie vacanze, da sempre è importante scegliere un posto dove posso arrampicare ma che va bene anche per mia moglie Judith, che non arrampica. A Judith piace stare al sole e in spiaggia, e quando avevamo bambini piccoli tutti questi fattori erano importanti. Siamo stati molte volte a Mallorca, che assomiglia parecchio alla Sardegna in termini del paesaggio e dell’arrampicata fantastica, ma ci sono troppi turisti (non solo arrampicatori) e le zone di arrampicata spesso sono affollate. Non sono stato a Kalymnos ma, da quanto ho sentito raccontare, sebbene sia un paradiso dell’arrampicata, in certi periodi è piuttosto affollata. Ho degli amici che ci sono stati “fuori stagione” e dicono che si sta molto meglio. In Sardegna trovi anche le falesie affollate a Cala Gonone ma con tante altre zone tra cui scegliere, puoi decidere di stare con altri oppure no. Per me è stato una sorpresa graditissima scoprire che in Sardegna si può arrampicare molto bene anche d’estate, con falesie sopra i 1000m d’altitudine e all’ombra.
For me it has always been important to find a family friendly climbing area for holidays, Judith (my wife) does not climb but she enjoys the beaches and the sunshine and when we had a young family all these things were important. We have been to Mallorca many times and that is very similar to Sardegna with the scenery and the fantastic climbing but it has too many tourists (not just climbing tourists) and can get quite crowded in the climbing areas. I have not been to Kalymnos but from what I hear, although it is a climbing wonderland, it can be a little crowded in the climbing season. I have some friends that have been there ‘off’ season and they say it’s much better then. Sardegna can be quite crowded around the Cala Gonone area but there are so many areas to go to, so you can choose if you want to be with others or not, I was also surprised how good the climbing is in the summer as there are areas above 1000m and in the shade.

3 – Spesso ci immaginiamo gli inglesi sempre alle prese con vie pericolosissime, forse perchè quando si parla di Inghilterra si pensa all’hard-grit. Poi quando li incontriamo in falesia vediamo che si divertono come matti... E’ una vacanza dal terrore... oppure semplice voglia di cambiare?
3 – We continentals oftem imagine the Brits on scary routes, and when we hear “UK” we think of Hard Grit. Then we meet them here on the bolted sports crcags, and they’re having a great time... Are you having a break from the terror of trad climbing, or simply looking for a different type of climbing?

E’ vero che molte vie in UK negli anni ottanta erano vie trad, e sì, certo, potevano essere pericolose e fare paura. Certo, film come Hard Grit hanno contribuito a diffondere questa immagine. Queste vie esistono tutt’ora (e le nuove vie trad vengono salite con regolarità anche oggi) per chi vole cementarsi in questo stile, ma ad oggi il trad è molto meno di moda rispetto a 20-30 anni fa. Ad esempio, la falesia di Tremadog, storicamente un luogo trad molto frequentato, è stato oggetto di un’imponente opera di pulizia e “giardinaggio” da parte del BMC perché molte delle vie erano cadute in disuso ed erano state completamente invase dalla vegetazione. A mio modo di vedere, questo è successo con la diffusione nell’UK delle sale di arrampicata. Quelli che si avvicinano all’arrampicata oggi imparano a salire le vie con protezioni fisse, a spit, e non sanno nulla della tradizione “trad”. Pertanto quando arrampicano su roccia cercano le vie spittate. Però, a causa delle nostre tradizioni, che imponevano di piantare gli spit solo dove non si riuscivano a utilizzare le protezioni trad, la maggior parte delle vie spittate di un certo livello di qualità è dal 6c in su. Quindi molti principianti scelgono di andare all’estero per trovare una moltitudine di vie spittate, anche ai gradi bassi.
It was true that many of the routes in Britain in the 80’s were traditional climbing and could be scary and of course this has been perpetuated by the films such as Hard Grit. Those routes are still there (and there are still new hard trad routes being climbed today) for those that want to do them but there has been a sea change in attitude towards traditional climbing. For example Tremadog one of the most popular traditional cliffs in North Wales had to be gardened/cleaned by the BMC as many routes had been completely overgrown due to lack of use. I think this has happened due to the advent of climbing walls in the UK. People new to climbing only learn on bolted climbs and know nothing of the traditional heritage and therefore seek out bolted routes. However because of our history in the UK, we only started bolting routes that were to hard to do without protection, so the majority of bolted routes on good cliffs start around 6c upwards. So many novice climbers like to go abroad to find a wealth of routes at all grades with bolts.

4 – Tu che hai vissuto come protagonista i mitici anni ottanta, come vedi l’arrampicata di oggi?
4 – You were a leading climber in the legenday Eighties, how do you see climbing today?

Quando ho iniziato a arrampciare, tutto era molto semplice: arrampicavi e praticavi tutti i tipi di arrampicata. Arrivava una nuova specialità, la provavamo… noi facevamo boulder da sempre, poi hanno cominicato a dare nomi ai blocchi! Poi sbarcarono gli spit in UK. All’epoca ci fu un polverone ma adesso sono accettati (rispettando sempre certe linee guida). Da sempre c’è la concorrenza nell’arrampicata e quindi abbiamo partecipato alle prime competizioni (le prime importanti gare si tennero in Italia nel 1985). Oggi, però, è diverso. I climber si etichettano: faccio solo boulder, faccio solo vie sport, sono un trad climber. Per me è un peccato. Ho visto molto giovani di talento che, scegliendo una sola specializzzazione, “si bruciano” in tempi brevi quando hanno fatto ciò che riescono a fare e non trovano più le motivazioni e smettono a arrampicare. La differenza principale per me è che l’arrampciata è uno stile di vita, ce l’ho nel sangue!
When I started climbing it was very simple you were a climber and that encompassed all aspects of the sport and when different aspects came along we encompassed those as well, we always bouldered but then boulder problems were give names! Then bolts came to Britain, it was quite a controversy at the time but that has been accepted (with certain guidelines). Climbing was always competitive so naturally competitions started and we joined in with those (the first major competitions being in Italy 1985). However today it is different, climbers pigeon hole themselves, I only boulder or I only do sport routes, I’m a trad climber. Which is a shame really as I have seen many young talented climbers who only choose one aspect of the sport and then ‘burn out’, they have done what they can and/or become bored or frustrated and move on and leave climbing behind. I think the main difference for me is that climbing is a lifestyle; it’s in my blood.

5 – Dopo tanti anni di scalata, cosa sai “per esperienza” di questa arte così complessa?
5 – Having climbed for many years, what does your experience tell you about this very complex “art”?

Difficile di dare una risposta semplice…Per me, l’arrampicata è uno stile di vita che ha condizionato le scelte di vita che ho fatto e la persona che sono diventato nel corso degli ultimi 35 anni. Tutto ciò che ho fatto ruotava intorno all’arrampciata. Sono fortunato ad avere una moglie molto comprensiva, e lei mi ha permesso di seguire questo stile edonistico di vita. Sono stato fortunato, inoltre, di essere stato sponsorizzato per tanti anni e viaggiare il mondo facendo solo arrampicata. Ho visitato posti fantastici, incontrando un sacco di persone e, la cosa più importante, creandomi delle amicizie che durano nel tempo. Le esperienze di arrampicata in buona compagnia ti rimangono per sempre.
Difficult to answer, I think for me climbing has been a lifestyle choice, which has formed and moulded the way I have lived and the person I have become over the past 35 years, everything I have done has been focused towards climbing. I have been fortunate enough to have a very understanding wife, who has allowed me this hedonistic lifestyle choice and I was lucky enough to be sponsored for many years which allowed me to travel the world just climbing. I have been to some fantastic places met many people along the way and more importantly made some lasting friendships, shared climbing experiences in good company are always there to be cherished.

6 – Ma... visto che anche io fra un po’ li compio... quali sono gli obiettivi in arrampicata di un cinquantenne?
6 – And... since I shall be 50 in the not-too-distant future, what are a 50 year old’s targets when climbing?

Col passare degli anni, ci sono positivi e negativi. La cattiva notizia è che ci vuole più tempo di recupero dopo una seduta dura, perdi la forma più in fretta, ingrassi più facilmente e, forse la cosa peggiore, è più difficile rimanere motivato.
La buona notizia è che l’esperienza conta molto, sei più efficente nel muoverti sulla roccia, la sai leggere bene, hai più soldi per viaggiare a posti nuovi con confort che, da giovane, non ti potevi permettere.
Questi sono gli aspetti pratici di invecchiare ma per me l’arrampicata ci sarà sempre. Non ho pensato mai di smettere, ma i miei obiettivi sono cambiati negli anni. Per me, ci sono stati alcuni momenti importanti che mi hanno fatto ripensare l’arrampicata e il mio atteggiamento. Negli anni novanta stavo provando un paio di 8c, mi rendevo conto che mi ci sarebbe voluto molto tempo e non ero disposto ad investirlo. Preferivo fare vie o a vista o redpoint veloci. Poi ho avuto un problema per diversi anni con il gomito destro, che alla fine diagnosticarono come un’artrosi dovuta ai tanti anni di scalata. Mi sono dovuto sottoporre ad un intervento nel 2003, con un anno di stop, e adesso non posso scalare tutti i giorni e devo concedermi più giorni di recupero.
Ma come dicevo, uno degli aspetti più importanti dell’arrampicata è il mantenimento della motivazione e dell’entusiasmo. Per questo motivo mi piace scalare all’estero. In UK, ho fatto tutte le vie che potevo fare, quindi non mi rimane che ripetere le vie di qualità. Questo va bene, è come rileggere un buon libro o vedere un’altra volta un film preferito, ma è molto meno motivante del provare una nuova via. Scoprire nuove aree (e ce ne sono tante in Sardegna) e provare nuove vie mi piace molto, e qua c’è il clima mite così gradito dal mio fisico.
Nell’estate 2010 abbiamo già prenotato per tornare in Sardegna e non vedo l’ora di tornare al grottone Su Telargiu Oro per provare Christmas Gift o Sei Troppo Avanti: un buon 8a per le vacanze!!
Comunque sono contento di poter ancora spingere fino in fondo, mi piace avere dei progetti, e in questo riguardo la Sardegna mi è stata di gra aiuto.
As you get older there’s good news and bad news, the bad news is that you take longer to recover after a hard session, you lose fitness quicker and you gain weight easier and probably the hardest thing of all is maintaining motivation.
The good news is that experience counts for a lot, there is greater efficiency in movement, you can read moves more easily, you have more money to travel and visit new places in a little more comfort.
These are the practical aspects of getting older but for me climbing will always be there, I can never see me giving up but my objectives have changed over the years. I think there was a couple of defining occasions when I decided to view climbing in a different light. I remember trying a couple of 8c routes (in the 90’s) and thinking these are going to take a long time and I realized that I wasn’t prepared to put in the work, I preferred to do routes either on-sight or as quick redpoints. Then I have had an ongoing problem with my right elbow which turned out to arthritis (from overuse) and I had to have a operation on this (2003) so I had about a year off then, so now I can’t climb all week and have to take more recovery days.
I think one of the key things about climbing is maintaining the motivation and enthusiasm, which is why I like to climb abroad. In the UK I have done most of the routes I am capable of so it means repeating quality routes, which is good, it’s like re reading a good book or watching a favourite movie but there is nothing like the new experience. Going to new areas (and there are so many in Sardegna) and climbing routes I have not done before and of course there is the warm weather which makes my body feel so much better.
I am hopefully returning to Sardegna this summer and I am keen to get back to Su Telargiu Oro cave to try either Christmas Gift or Sei Troppo Avanti – a good holiday 8a!!
For me I am happy to be out there doing something, I’m still like to push myself and like to have projects and Sardegna has certainly helped me with that.


7 - Qual’è il tuo lavoro oggi?
7 – What of your peers now – what are they doing?

Molti degli arrampicatori con cui ho condiviso delle esperienze bellissime scalano ancora e anche bene! Altri hanno dovuto smettere per infortuni, altri hanno smesso e adesso si dedicano ad altri sport. Conosco molti che adesso fanno il ciclismo oppure il surf!
Martin ‘Basher’ Atkinson con cui ho arrampicato per molti anni ha avuto degli infortuni ricorrenti e per lui è difficile adesso scalare. Adesso va molto in bici e ovviamente è l’AD di Wild Country/DMM. Jerry Moffatt ha smesso, adesso gioca a golf e fa surf, sebbene abbia tuttora a fare con il mondo dell’arrampicata, essendo il proprietario di The Foundry, una delle prime palestre “serie” d’arrampicata inglesi. Andy Pollitt ha anche smesso di arrampicare, non aveva più le motivazioni ed è emigrato in Australia. Stevie Haston con cui sono cresciuto a Londra è sempre sotto la lente mediatica, arrampica da una vita e sempre trova nuovi progetti per motivarsi. Recentemente mi sono ritrovato con JB Tribout ad una fiera commerciale, lui sale ancora flash l’8a e l’8c lavorato, è incredibile. Tutto questo ti fa capire che l’età anagrafica di per sé conta poco quando si parla delle performance, ciò che conta di più e che tu ti stia divertendo.
Many of those climbers who I shared experiences with are still climbing today and climbing well, some have had to give up due to injuries and some have just given up and found other sports to entertain themselves, a lot of older climbers I know have turned to cycling or surfing!
Martin ‘Basher’ Atkinson who I climbed with for many years has reoccurring injuries and finds it hard to climb, he now cycles a lot and of course he is the MD of wild Country/DMM. Jerry Moffatt has stopped and now plays golf and goes surfing, although he still has interests in climbing in that he owns the Foundry, one of the first ‘proper’ climbing walls in the UK. Andy Pollitt has also stopped climbing, he just lost his motivation and enthusiasm and moved Australia. Stevie Haston who I grew up with in London has never been out of the news he just climbs all the time and finds new projects to motivate himself. I met up with JB Tribout and a trade show recently and he is still flashing 8a and climbing 8c, it’s quite incredible. It really shows that age is not a factor when it comes to pushing standards, what’s most important is that you enjoy what you are doing.


per la traduzione ed i contatti con Chris si ringrazia Peter Herold, Lemon House

.................................................................................................M. O.