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13 maggio 2009
13 maggio – Due tiri con Patrick Gabarrou
Patrick, pur essendo uno dei più grandi alpinisti viventi, è l’essenza stessa della semplicità e della modestia. Entuasiasta, sia che si tratti di partire per la nord delle Jorasses che di andare a far due tiri nella falesia vicino a casa, porta egregiamente i suoi 58 anni, che solo i capelli grigi tradiscono... La sua telefonata è una piacevole sorpresa: ci accordiamo per una doppia-coppia sulle rocce del Muro dei Folletti, vicino a Punta Pilocca. Io con Cecilia, lui con la moglie Franca, gestrice del Rifugio Remondino. Non ci vediamo da 12 anni, ma la voglia di scalare insieme non è cambiata... e il piacere di poterci incontrare lo senti già al telefono. Patrick è caloroso come sempre ed è stregato, come pensavo, della roccia dei Folletti. “Che bella roccia, che spettacolo!” esclama mentre sale! Poi, una volta ridisceso, sfodera un bel paio di cesoie e comincia a pulire la via e la base della falesia dalla vegetazione ricresciuta durante l’inverno. “Anche qui nessuno pulisce? E’ un vero peccato, dovresti scriverlo sulle guide! Contribuiamo tutti a tenere pulito il nostro terreno di gioco. Basta poco. Solo 10 minuti. Pensa che l’anno scorso mi sono messo a ripulire tutto il sentiero della Codula Fuili!”. Quando ha finito di pulire sale due o tre vie. Il vecchio leone si tiene ancora, penso... “Siamo vecchi, ma ci rimane il piacere di fare le cose, mi dice sorridendo e quasi leggendomi nel pensiero...”. “La montagna è soprattutto amicizia, questo è quello che mi interessa. In fondo viaggio per questo, per rivedere gli amici. Anche senza andare troppo lontano”. Poi parliamo di montagna, di grandi alpinisti del passato, di chi tra questi si sente un po’ troppo importante e decreta che l’alpinismo è morto, quasi a dire che il suo era l’unico vero alpinismo. Cecilia mi dirà poi che, mentre arrampicavo, Patrick le ha detto una cosa bellissima, che suona più o meno così: “Rispetto all’eternità e all’infinito senso di spazio della montagna... il nostro agire, ciò che facciamo, piccolo o grande che sia, è solo un attimo. Dovremmo sempre tenerlo presente”. Patrick intanto si è messo su una canna strapiombante. Ha un attimo di esitazione sul passaggio chiave ma voi “vola” veloce verso la catena, la sua cima di oggi...
........................................................................................................M.O.
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