LIBERIAMO LE NOSTRE FALESIE DAI RINVII FISSI !!!
Con l'affermarsi dell'arrampicata sportiva negli ultimi anni si sono diffusi nelle falesie italiane una serie di "usi e consuetudini" che ufficialmente dovrebbero offrire maggiore comodità ai climbers che lavorano i tiri difficili, ma che sotto sotto non sono altro che uno "sconto" in più , in quanto ne facilitano la realizzazione. Se però questo fosse l'unico dei motivi si potrebbe soprassedere, dato che in fondo in falesia ognuno si comporta come vuole. Non ci sono giudici a controllarci, e sappiamo bene che le poche regole che ci sono sono ben al di là dall'essere oggettive, ma si sono rivelate diversamente interpretabili a seconda delle località e del periodo storico. Quando però queste pratiche, quant'anche diffusamente accettate, di fatto ledono la libertà di altri di arrampicare in stile diverso (si potrebbe dire in buono stile), allora esse possono essere considerate deleterie e quantomeno da scoraggiare. Mi riferisco in particolar modo al vezzo ormai diffuso di bollinare e "quotare" ogni presa e, oggetto di questo articolo, a quello di lasciare i rinvii fissi sulle vie che si sta provando, non solo per un tempo che può durare settimane, ma addirittura anni. Se mettere bollini (qualcuno è anche arrivato a marcare col pennarello) facilita moltissimo (e toglie talvolta il senso di) una scalata a vista, lasciare i rinvii fissi sui propri progetti personali non solo impedisce ad altri di fare la via con i propri moschettoni, moschettonando gli spit (come si dovrebbe fare nello stile rotpuntk), ma finisce per intaccare la sicurezza [...]


