LAB - Recensioni

dicembre 2010

CHILLAZ (website)
Recensione "Crash PAD"

Innanzi tutto cos’è il boulder e cos'è un boulder definito high balls?
Il boulder o come si diceva un tempo in Italia "sassismo" (termine ormai quasi del tutto dimenticato) è la salita di passaggi brevi ed intensi su massi alti sino a max 4/5 mt. Per quanto riguarda il boulder definito high balls, su internet si possono trovare varie definizioni, ma tutte concordano nell'affermare che un high balls è un masso molto alto, ma che per meritarsi tale definizione dev’essere alto almeno 6/7 metri. Oltre i 7 metri in arrampicata, qualora si salga senza la corda, convenzionalmente si parla di solitaria integrale, quindi "Free Solo". Tuttavia nel boulder moderno occorre considerare l’utilizzo dei crash pad che con le nuove tecnologie costruttive, limitano di parecchio i danni di un’eventuale caduta, anche da diversi metri d'altezza. Ovviamente bisogna considerare anche l'inclinazione del terreno sotto, che se piatto e se si utilizzano tre o quattro crash, cadere da 7 m di altezza può "non" costituire un grave pericolo. Infatti molte vie inglesi, un tempo considerate vie molto pericolose o addirittura mortali in caso di errore, sono oggi fattibili come high balls, con diversi crash pad sotto.
Attenzione, il boulder e soprattutto gli high balls non sono vie di arrampicata sportiva e non si può cadere o appendersi quando si è in difficoltà o se stanchi. Cadere può essere potenzialmente molto pericoloso, bisogna avere una buona padronanza della posizione per evitare cadute scomposte e comunque talvolta è assolutamente proibito. Per questa ragione bisogna avere il livello necessario per affrontare la salita ed essere padroni della situazione e possibilmente essere quasi certi di non sbagliare. Si possono, ed è ammesso, provare gli high balls in top rope, proprio come le vie tradizionali inglesi, che vengono in questo caso chiamate headpoint. Non è ammesso piantare spit in cima e tanto meno sui passaggi stessi. Quando si è decisi a tentare la salita è giunto il momento di sistemare a terra nella maniera più ottimale i crash pad, meglio averne diversi, quindi salire slegati come si fa nel boulder. Durante la salita l'appoggio di uno o più paratori darebbe maggiore sicurezza alla riuscita dell'eventuale volo. Nei tratti chiave dell'high balls bisogna assolutamente avere ben presente i movimenti da fare e sentire il proprio corpo, capire quando osare e quando è meglio saltare, controllando il medesimo prima che sia troppo tardi!
In tutto questo il crash pad diventa un'elemento importate, sia nelle caratteristiche tecniche che nel posizionamento dello stesso. Il crash pad che abbiamo testato è decisamente a nostro modesto parere un ottimo prodotto.
Tecnicamente costruito con una scelta di materiale di ottima qualità, cura nelle rifiniture dei dettagli, buona protezione delle zone sensibili ed buoni anche alcuni accorgimenti, che elenchiamo di seguito:

a) gli spallacci da trasporto occultabili in un'apposita custodia e/o staccabili (vedi fig. 8 a/b);
b) la presenza della nastratura in velcro che tiene unite le due parti del crash quando questi è aperto ed in fase di sforzo (vedi fig. 6 a/b);
c) il sistema a 3 strati di assorbimento, col materassino gonfiabile nel mezzo. In pratica se si devono salire dei boulder non molto alti si possono lasciare sgonfi, se si necessita di maggiore protezione per salti da più in alto, allora gonfiando i materassi si ottiene una maggiore resistenza all'arresto della caduta (vedi fig. 3 e 4 a/b);
d) la presenza di una tasca porta oggetti, pratica per diversi utilizzi;
c) diverse maniglie di manovra ed un buon sistema di chiusura per il trasporto.

Insomma per noi un prodotto dalle buone caratteristiche generali, che nonostante un utilizzo molto intenso e poco delicato, dimostra ottime doti di resistenza all'usura.
Non resta che augurare a tutti buon divertimento e ricordate di passare i propri limiti solo dopo aver ponderato tutte le possibili conseguenze, anche le peggiori... Così si rientra a casa sempre felici e sorridenti.


Di seguito, in questa recensione, è stato scelto di illustrare e descrivere in dettaglio le caratteristiche tecniche del Crash PAD di Chillaz, testato.

RICORDATE SEMPRE: il Boulder è un'attività non pericolosa se praticata con estrema attenzione e sempre senza sottovalutare i rischi delle possibili cadute dall'alto sui crash pad.
E' importante che durante l'attività siano presenti uno o più paratori attenti e che i crash siano posizionati correttamente.
Questo a garantire un sano e tranquillo divertimento.

L'eccesso di sicurezza può essere un problema pari l'inesperienza.


Figura 1 (a/b/c):
Il Crash Pad testato è l'Ansicht 1

Measures/Dimensioni:
Weight/Peso: 8,04 kg
Material/Materiale: Polyester 600D / PU-beschichtet

Opened/Aperto: 120x120x16 cm (con materassini gonfi)
Folded/Chiuso: 120x60x32 cm (con materassini gonfi)
Pocked/Chiuso: 120x60x20 cm (con materassini sgonfi)

Figura 2 (a/b):
Aperto in posizione, dettaglio degli strap di connessione con un secondo crash pad

Figura 3 (a/b):
Dettaglio sul sistema di assorbimento a 3 strati (con materassino centrale gonfio)

Figura 4 (a/b):
Dettaglio sul sistema di assorbimento a 3 strati (con materassino centrale gonfio/sgonfio)

Figura 5 (a/b):
Dettaglio sul sistema di chiusura (con materassino centrale sgonfio)

Figura 6 (a/b):
Dettaglio sui rinforzi a terra e sullo strap che tiene unite le due parti quando il crash è sotto sforzo

Figura 7 (a/b):
Parte alta del crash con maniglia di manovra e cerniera di protezione delle valvole di gonfiaggio dei materassini

Figura 8 (a/b/c):
Sistema di trasporto con spallacci asportabili e riponibili nell'apposita tasca

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