LAB - Recensioni

ottobre 2010

KONG
Recensione "ARGON MIX"

Definizione del rinvio:
è uno strumento di sicurezza, composto da due moschettoni collegati da una fettuccia che può essere in dyneema o nylon. Permette, appunto, di rinviare la corda ad un punto di ancoraggio fisso o mobile in parete, limitando l'attrito della corda tra i vari ancoraggi posti sulla via.
Strumento di sicurezza e quindi indispensabile nella pratica della scalata.

Dati tecnici del prodotto:
Argon Mix K
Light alloy
(oriz.) 22 kN (vert.) 8 kN (aperto) 7 kN
Singolo moschettone 36 gr - 93 mm - ap. 17 mm

Argon Mix RF
Light alloy
(oriz.) 23 kN (vert.) 9 kN (aperto) 10 kN
Singolo moschettone 39 gr - 103 mm - ap. 21 mm

Argon Mix Completo
Light alloy
Argon Mix K 36 gr
Argon Mix RF 39 gr
Fettuccia dyneema 7 gr
Rinvio completo 83 gr

Come già evidenziato nella recensione degli Argon bisogna sottolineare che l’innovazione tecnologica porta ad un continuo miglioramento degli attrezzi utilizzati nella scalata, ma senza mettere mai in discussione la sicurezza e l’affidabilità degli stessi, altrimenti anche la recensione non avrebbe motivo d’essere se questo principio venisse meno.
I nuovi rinvii Argon Mix si presentano con due moschettoni differenti, l'Argon K e l'Argon RF raccordati da una fettuccia in dyneema. Rispetto al peso piuma degli Argon (69 gr) questi per effetto della dimensione del connetore da corda e per l'utilizzo del connettore con la barretta per lo spit, il peso si assesta a 83 gr. Comunque un peso che fa decisamente colpo!
Il popolo dei climbers si divide in estimatori dei rinvii col filo e i tradizionalisti, che continuano a preferire i classici rinvii con la barretta. Con gli Argon Mix si crea il fatidico compromesso che unisce le due correnti di pensiero, la barretta lato spit e il filo lato corda favorisco il posizionamento sull'imbrago e sugli spit, e la riduzione di peso col l'utilizzo del filo lato corda. Inoltre il connettore col filo permette un'apertura maggiore favorendo l'inserimento della corda anche nelle situazioni più "scomode".
Gli Argon Mix si sono dimostrati dei veri alleati nelle rinviate, ovviamente bisogna prendere dimestichezza con l'utilizzo dei rinvii leggeri.
Durante la scalata i movimenti della corda pur agitando i rinvii, questi non hanno mostrato particolari problemi a tenere la posizione corretta, dubbio più che lecito con un peso ridotto dell'attrezzo.
Come per gli Argon, l’accorgimento tecnico adottato sulla fettuccia (oltretutto in Dyneema) mette da parte le perplessità. Le asole della fettuccia sono di diversa dimensione, ed una delle due è decisamente molto più larga. Sulla più piccola va posizionato il moschettone dove andrà la corda, questo perché durante l’inserimento lo stesso non deve spostarsi con troppa facilità e quindi rendere difficile la rinviata. Il moschettone che sarà inserito nella protezione in parete, trovandosi posizionato sull’asola più larga, permette invece un più facile movimento del rinvio nella parte bassa (fettuccia e moschettone della corda). La forte mobilità consentita dall’asola permette al moschettone in parete di stare in posizione corretta anche dopo ripetute sollecitazioni da parte della corda e quindi trovarsi nella posizione corretta in caso di caduta.
Chiaramente sono stati testati anche in caso di volo senza riscontrare nessun problema. www.kong.it

....................................................................................Giampaolo Mocci


ottobre 2009

KONG
DUCK, il nuovo autobloccante di Kong Italy

La storia del bloccante
Il bloccante è un attrezzo che permette di frenare un carico o una forza su una corda, su un cavo metallico o su una fettuccia. Il suo uso principale è in alpinismo, speleologia e nei lavori in quota che prevedano progressioni su corda (lavori di giardinaggio su grandi alberi, messa in sicurezza di pareti rocciose, manutenzione delle pareti esterne dei palazzi, le pale delle stazioni eoliche, le grandi cisterne, etc.).
In passato per assicurarsi alle corde, in alpinismo ed in speleologia si utilizzavano dei nodi autobloccanti: si trattava di cordini avvolti intorno alla corda con appositi accorgimenti, in modo da poter scorrere liberamente quando non in carico, ma che "strozzano" la corda, bloccandosi, quando sono messi sotto carico. Questi sono: il nodo “Prusik”, il nodo “Machard” (o Klemheist) ed il nodo “Bachmann”.
Tali nodi autobloccanti sono ancora utilizzati per sicura (per esempio durante le doppie) o come bloccanti di emergenza.
Nel ‘58 la svizzera Jumar mise sul mercato il primo dispositivo autobloccante. Questo attrezzo ebbe un tale successo che il termine jumar è spesso utilizzato come sinonimo di bloccante.
Successivamente, altre ditte misero sul mercato bloccanti basati sullo stesso principio, e con gusci di forma e dimensione diversa a seconda delle necessità di utilizzo.

Il nuovo DUCK
Il nuovo bloccante di Kong, studiato per lavorare su corda singola, è costituito da una struttura metallica con un eccentrico imperniato ad un'estremità. Per posizionare la corda tra l'eccentrico ed il guscio della struttura, si sposta l'eccentrico dalla sua sede, si posiziona la corda, e si rimette l'eccentrico in posizione di lavoro. L'eccentrico è studiato in modo da lasciar scorrere la corda quando il bloccante si muove verso l’alto, e si blocca quando l’attrezzo viene caricato o tirato verso il basso.
Per evitare lo scivolamento e migliorare la frenata sulla corda, sull'eccentrico del DUCK sono state realizzate delle piccole scanalature longitudinali che aumentano l'attrito con la corda e permettono di eliminare il fango (o la polvere) che si accumula.
Il DUCK in arrampicata può essere utilizzato come ausilio per la progressione su corde fisse (ad esempio per la risalita di corde fisse nelle vie lunghe), oppure per permettere la risalita al secondo di cordata, o all'arrampicatore che sia calato per ispezionare una parete.
I punti di forza di questo nuovo bloccante sono da ricercarsi nei 70 gr di peso, nelle dimensioni ridotte e nella possibilità di essere utilizzato con le fettucce tubolari e/o piane da 10 a 15mm di larghezza (attenzione le fettucce non sono omologate per la progressione). Un bloccante innovativo che può essere utilizzato in sostituzione del nodo autobloccante su corda singola.
Il peso, le dimensioni ridotte e la possibilità del multi-utilizzo sono apprezzabili per tutti coloro che affrontano soprattutto le grandi pareti, dove il peso del materiale gioca un ruolo fondamentale.

....................................................................................Giampaolo Mocci

ottobre 2009

KONG
Recensione "ARGON"

Definizione del rinvio:
è uno strumento di sicurezza, composto da due moschettoni collegati da una fettuccia che può essere in dyneema o nylon. Permette, appunto, di rinviare la corda ad un punto di ancoraggio fisso o mobile in parete, limitando l'attrito della corda tra i vari ancoraggi posti sulla via.
Strumento di sicurezza e quindi indispensabile nella pratica della scalata.

Dati tecnici del prodotto:
Light alloy
(oriz.) 21 kN (vert.) 8 kN (aperto) 7 kN
Singolo moschettone 31 gr
Fettuccia dyneema 7 gr
Rinvio completo 69 gr

Ho voluto iniziare questa recensione tenendo in primo piano due elementi, il rinvio nella sua funzione ed importanza nella scalata e il prodotto, nelle sue caratteristiche tecniche.
E’ chiaro che l’innovazione tecnologica deve migliorare gli attrezzi che utilizziamo senza mettere mai in discussione la sicurezza e l’affidabilità degli stessi.
La nostra recensione non avrebbe motivo d’essere se questo principio venisse meno.
Tenendo in mano un rinvio Argon ci si rende subito conto della differenza, 69 gr di peso fanno decisamente colpo! Questi si fanno infatti apprezzare per il loro peso piuma. Durante il test ho fatto anche la più banale delle prove e cioè ho appeso all’imbrago 15 dei miei “vecchi Ultratop”, dopodiché li ho sostituiti con 15 Argon: 750 gr circa di differenza si sentono mancare piacevolmente!
Genericamente i rinvii pesano tra i 90 gr ed i 120 gr. Facendo rapidamente due calcoli ci si rende conto che portarsi al seguito 15 rinvii può pesare tra i 1350 gr e i 1800 gr. Facile dedurre che affrontare una via con 15 rinvii e 1035 gr può fare la differenza in termini di fatica, soprattutto su una via lunga. Ma non è da sottovalutare anche l’avvicinamento, quando i rinvii sono riposti nello zaino.
Il popolo dei climbers si divide in estimatori dei rinvii col filo e i tradizionalisti, che continuano a preferire i classici rinvii con la barretta. Personalmente ho sempre avuto rinvii con la barretta, un po’ condizionato dalle voci di corridoio che raccontavano della difficoltà nel posizionare la corda nei rinvii col filo. Ma mai fidarsi delle voci di corridoio, gli Argon si sono dimostrati dei veri alleati nelle rinviate in parete e nel moschettonaggio della corda: maneggevolezza, semplicità e precisione queste sono le sensazioni percepite durante i giorni di testing.
All’inizio, pensando alla leggerezza dei moschettoni, mi chiedevo quanto sarebbero stati al loro posto in una via che presentava 10/12 moschettonaggi. Si sa, la corda si muove e agita i rinvii e sovente i moschettoni tendono a posizionarsi in modo scorretto: a maggior ragione gli Aragon, con un peso così limitato, avrebbero subito non poco le sollecitazioni della corda. Perplessità di non poco conto.
L’accorgimento tecnico adottato sulla fettuccia (oltretutto in Dyneema) mette da parte le perplessità. Le asole della fettuccia sono di diversa dimensione, ed una delle due è decisamente molto più larga. Sulla più piccola va posizionato il moschettone dove andrà la corda, questo perché durante l’inserimento lo stesso non deve spostarsi con troppa facilità e quindi rendere difficile la rinviata. Il moschettone che sarà inserito nella protezione in parete, trovandosi posizionato sull’asola più larga, permette invece un più facile movimento del rinvio nella parte bassa (fettuccia e moschettone della corda). La forte mobilità consentita dall’asola permette al moschettone in parete di stare in posizione corretta anche dopo ripetute sollecitazioni da parte della corda e quindi trovarsi nella posizione corretta in caso di caduta.
Dettaglio non da poco, considerando che i 69 gr si pagano in margini globali di tenuta, il rinvio ha una tenuta di 21 kN contro i soliti (in media) 24 kN, ovviamente margini ampiamente negli standard di sicurezza richiesti.
Ho trattato questi Aragon al peggio che ho potuto ed hanno risposto positivamente alle sollecitazioni.
Ovviamente li abbiamo testati anche in caso di volo ed ho notato che effettivamente quell’asola così ampia permette una mobilità tangibile in questa particolare fase di stress del materiale.
Una prova positiva per questi Argon, che hanno da parte loro diversi punti a favore, un ottimo prodotto e ben riuscito.
Sembrerebbe che Kong abbia espresso il massimo in fatto di rinvii: invece, sembra proprio che si stia ulteriormente migliorando la linea ed è stato messo a punto un
trattamento chiamato HR (dettaglio visibile sulla home di www.kong.it) il quale migliorerà ulteriormente questo rinvio.
State quindi connessi, presto su questa sezione vi daremo resoconto delle novità, cercando di capire come un prodotto così possa essere ulteriormente migliorato.

....................................................................................Giampaolo Mocci


agosto 2009

KONG
Recensione "BACK-UP"

L’autobloccante anti-caduta essendo un attrezzo realizzato per la sicurezza DEVE avere queste caratteristiche: essere sicuro, essere semplice e manovrabile senza dover seguire operazioni complicate per il posizionamento/spostamento e possibilmente le stesse eseguite con una sola mano!
Il BACK-UP è il nuovo autobloccante anti-caduta prodotto di recente dalla KONG, risponde a tutte queste caratteristiche e può essere utilizzato sia in arrampicata sportiva che in lavori su corda, in quanto l’attrezzo segue l’operatore sia in salita che in discesa arrestando le eventuali cadute dall’alto, uno scivolamento su piano inclinato o una discesa non controllata.
Il BACK-UP s’installa e disinstalla facilmente in ogni punto della corda, scorre lungo la stessa senza intervento manuale (verso l’alto e verso il basso); inoltre, agendo sull’apposito pulsante il BACK-UP, può essere utilizzato anche come posizionatore o normale bloccante in quanto l’attrezzo scorre solo verso l’alto.
La possibilità d’utilizzo del BACK-UP nell’ambito dell’arrampicata sportiva è dato dalla robustezza della sua costruzione, in grado di reggere a sollecitazioni con fattore di caduta=2 e dall’assenza delle camme dentate, dagli effetti traumatizzanti sulle corde dinamiche in uso in arrampicata.
Durante il testing del BACK-UP in alcune situazioni d’arrampicata, l’attrezzo si è sempre mostrato all’altezza della situazione. Utilizzato per la semplice risalita su corda con il pulsante posizionato come bloccante e quindi in grado di scorrere solo verso l’alto, ha dato una piacevole sensazione di maneggevolezza e robustezza. Qualche imprecisione si è avuta durante l’utilizzo come autobloccante in arrampicata solitaria con la corda dall’altodato che si è dimostrato molto sensibile nel bloccaggio della corda durante la salita. Tale sensibilità è dovuta però all’esiguo peso della corda, infatti il tutto migliorava con l’aumento dei metri percorsi ed il conseguente aumento del peso della corda.
In ambito di testing durante dei lavori in altezza su corda il BACK-UP ha mostrato i denti dando il meglio delle sue prestazioni: compatto, segue correttamente l’operatore in salita e discesa senza mai necessità di intervenire. La possibilità di manovrare in corda con una sola mano rende l’attrezzo un valido aiuto all’operatore in tutti quei casi e situazioni scomode di manovra che si verificano durante questi lavori.
Per l’utilizzo del BACK-UP nei lavori su corda meglio completare con un cordino assorbitore di energia.

Alcune note tecniche:
Campi d’intervento:
Arrampicata – Lavori in altezza su corda
Certificazioni:
EN 353-2
EN 358
EN 367
EN 795B
EN 12841 A/B
Peso:
205g
Diametro corda:
da 10 a 12 mm
Misure:
99,5 mm X 70 mm
Materiale:
stainless steel - light alloy

....................................................................................Giampaolo Mocci