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aprile 2010
LA SPORTIVA
Recensione Ganda (La Sportiva)
Da molti anni La Sportiva ci ha abituato a rivoluzionarie calzature di avvicinamento. Sono stato tra i primi ad usare le “Boulder”, che erano scarpe che utilizzavano una particolare suola a “ventose”, con straordinarie capacità di aderenza su roccia, anche se questa era bagnata. Con queste scarpe ci potevi persino arrampicare, il che non era certo una cosa secondaria! Ricordo che una volta andai alla Tete d’Aval, in Francia, a fare una via di 20 tiri. Avevo le scarpette nuove, e non era pensabile le tenessi indosso per 20 tiri. Ci dividemmo i tiri con il mio compagno e, quelli che feci da secondo, arrampicai tranquillamente con le “Boulder” risparmiando i piedi. Ero impressionato dall’essere riuscito a superare tranquillamente del 6c in libera e in placca con le scarpe da avvicinamento e, poco tempo dopo, lo confidai entusiasta a Manolo... pensando di fare il “figo” con lui. Lui naturalmente mi stroncò subito, dicendo che gli era capitato di fare del 7c con quelle scarpe!!! Ubi major minor cessat...
Naturale quindi che abbia seguito sempre con interesse l’evoluzione di quella prima “boulder” nei modelli seguenti. Se devo dire la verità, le ultime scarpe non mi avevano del tutto soddisfatto. La tomaia non era abbastanza avvolgente e le ventose della suola si consumavano troppo velocemente: una volta liscie, rischiavi di fare scivoloni epocali. E, a dirla tutta, molto pericolosi, perchè oramai eri abituato ad un grado di sicurezza che la scarpa improvvisamente non ti dava più. Pensiamo ad esempio a quante volte si cammina un po’ troppo vicini ad un bordo della parete, e pensiamo a cosa potrebbe voler dire scivolare in queste circostanze!
La Sportiva ha ultimamente lanciato la Ganda, o Gandalf, come una scarpa di avvicinamento rivoluzionaria. Con queste premesse, anche io ho voluto testarla...
Di primo acchito la scarpa è scomoda, e si ha l’impressione di indossare una scarpetta. La prima cosa che si pensa è: “come farò a camminarci per qualche ora”? Parlando con i tecnici della Sportiva ho però potuto acquisire nuove informazioni su questa scarpa. E’ una scarpa studiata per chi fa brevi avvicinamenti, e tratti (o intere vie) di roccia facile. Ad esempio su vie facili in Dolomiti, puoi evitare così di portarti le scarpette. Inoltre, quando arrampichi puoi inserire il plantare, quando cammini lo dovresti togliere. La scarpa è come scendesse di mezzo numero... in modo da garantire precisione e comodità allo stesso tempo.
Dopo una prima impressione di scomodità, dicevo, la scarpa si adatta al piede abbastanza velocemente. Cede come una scarpetta e la pelle avvolge veramente come era nelle intenzioni dei progettisti. Dopo 4 o 5 giorni di utilizzo, si avrà dunque l’impressione di avere ai piedi un paio di scarpette comode e di poterci arrampicare. La suola ha un’ottima tenuta, anche sul bagnato, e risulta essenziale su terreni scoscesi, esposti ed accidentati, dove si procede senza sicurezza.
Risulta invece sconsigliabile camminarci più di un certo tempo, soprattutto in discesa. E ciò per ovvie ragioni: avete mai provato a “fare il giro della falesia” con le scarpette?
Altri handicap della Ganda potrebbero essere individuati nel peso, decisamente superiore alle vecchie “boulder”, e nel prezzo, che risulta proibitivo per chi cerca una semplice scarpa di avvicinamento. Ritengo tuttavia che la Ganda sia una scarpa estremamente mirata per un certo tipo di professionisti, ad esempio guide alpine, chiodatori, disgaggiatori... che passano molto del loro tempo in situazioni “precarie”, dove la scarpa può fare veramente differenza. E sulla sicurezza, è la prima cosa che mi è stata insegnata, non si risparmia mai...
(Maurizio Oviglia)
Altre informazioni della casa produttrice:
www.lasportiva.com
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