CLIMBERS RANDAGI (El Salto – Mexico) 2016

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Siamo tornati a El Salto per scalare un po’ in falesia, un piccolo villaggio all’ingresso dei canyon che attirano molti scalatori, soprattutto americani. Qui durante la settimana è tutto deserto, non c’è nulla di aperto. Abbiamo affittato un cabano da Donna Kika ma ci è apparso subito abbastanza fatiscente. Inoltre c’è molto freddo, ci saranno 8 gradi all’interno dell’appartamento, ed abbiamo provato ad accendere il fuoco. Ma il camino non tira, e dopo 10 minuti siamo dovuti scappare fuori mezzo intossicati dal fumo. L’appartamento sopra il nostro è tutto in legno e molto più bello, ma sembra occupato da americani. Ci dicono che tutti quanti finiscono per andarsi a scaldare da loro, così anche noi cediamo all’invito. Intorno al fuoco, scopriamo di trovarci in mezzo ad un gruppo cosmopolita di scalatori giramondo, non credevo esistessero ancora! Beau viene dal North Carolina, è un bel tipo e sembra essere stato ovunque. Thailandia, Giappone, Cina, Costa Rica, Italia, Spagna, Grecia. I soldi però dice di averli in una banca di Tokyo e che stanno purtroppo per finire… Girerà il mondo, cambiando stato ogni tre mesi, finché non troverà una “chica” che lo vorrà. In falesia, tra un tiro e l’altro, fa stretching e mangia riso. Dice di avere un maestro giapponese, e che noi potremmo essere i suoi maestri di arrampicata. Può imparare solo guardando. Due giorni di arrampicata è uno di riposo sono l’ideale, ci dice. Così, puoi andare avanti all’infinito. Arnaud invece sembra americano ma è nato a Lione. Ma si è poi trasferito in Quebec . Ora gira il Messico, forse, ci dice, andrà a cercare un lavoro più a sud. Nonostante arrampichi da solo tre anni, chiude già il 7b in pochi giri . Blaise non è più un ragazzo e viene da Ginevra. Gira il mondo senza meta da 8 anni. Domani partirà in autostop. Lo aspetta un aereo per la Thailandia, poi andrà in Spagna, ancora a scalare. In Thailandia non potrà arrampicare, quindi per mantenere la forma farà flessioni. Forse ha, o meglio aveva, una famiglia.. Ma non ne parla volentieri… Infine John e Patrick sono venuti dall’Ontario in macchina e son qui a tempo indeterminato. Patrick si cura la tendinite al gomito muovendo ritmicamente un martello, John è già pieno di tequila e birra. Balla al centro della stanza con gli occhi chiusi, sulle note di un pezzo di jazz. Patrick mi dice che ama molto la musica, e suona il contrabbasso. Rimaniamo accanto al fuoco a raccontarci le nostre storie sino a notte…

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