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trekking in Sardegna
(scegli il tuo itinerario) Anche se con il termine trekking si intendono le escursioni a piedi di più giorni e a tappe, negli anni novanta questa parola è diventata in Italia sinonimo di escursionismo e il confine tra passeggiata e trekking vero e proprio si è fatto più labile... Con l'affermarsi delle attività aII'aria aperta anche l'escursionismo ha avuto un grande impulso ed è per questo che si è incominciato a cercare nuovi terreni d'azione che non fossero costituiti solo dalla montagna. Qualche anno fa si camminava soprattutto per raggiungere una meta, fosse questa una cima di una montagna, un colle, un rifugio o un laghetto alpino: ma col tempo si incominciò a capire che il camminare era un pretesto per vivere in un modo diverso fa Natura, e che un'escursione si poteva sviluppare in riva al mare come in una foresta senza apprezzabili dislivelli. In quest'ottica acquistarono dignità escursionistìca anche le regioni meno montuose del nostro paese, ed è così che divennero di moda i trekking di più giorni per conoscere in profondità una regione, uno spazio non contaminato dalle strade e dalla civiltà. Anche la Sardegna non sfuggì a questa sorta di ri-esplorazione di un territorio per certi versi già noto e zone come il Supramonte divennero tra le mete più ambite dei trekkers italiani. Ma se è giusto affermare che di trekking veri e propri la Sardegna ne offre pochi. altrettanto vero è il fatto che l'interesse principale dei turista che viene sull'isola per camminare non dev'essere rappresentato dalla lunghezza dei percorsi, ma dalla qualità dello spazio in cui si muove. Alcuni territori della Sardegna sono infatti così scarsamente popolati da risultare tra i più integri di Italia! Attraversare queste zone senza mezzi meccanici, solo con le nostre gambe. permette allora di godere appieno dei paesaggi selvaggi e dell'isolamento dalla civiltà industriale, che sono in definitiva la vera attrattiva di una Sardegna diversa da quella delle coste. universalmente conosciuta. Effettuare una scelta tra i più bei percorsi è un'impresa ardua. Ogni zona dell'Isola ha qualche interesse da offrire. peculiarità che ho cercato di distillare e trasferire in un percorso a piedi, scelto tra tanti, più o meno lungo e più o meno difficile a seconda dei casi. Percorrendo questi venti itinerari si avrà quindi un'idea di cosa può offrire la Sardegna dal punto di vista naturalistico: villaggi nuragici nascosti nelle pieghe delle montagne. gole mozzafiato, falesie e scogliere interminabili, foreste e alte creste panoramiche. Una parola va spesa sulla difficoltà di queste proposte. Un trekking, si diceva, può andare dalla semplice passeggiata al percorso a tappe di più giorni. Ma può altresì svolgersi su una strada sterrata. un comodo sentiero o un terreno roccioso e impervio. Esiste una scala di difficoltà che valuta quando I'escursionismo diviene piuttosto alpinismo, o torrentìsmo. a seconda dei casi. Ma essa risulta di difficile comprensione al turista non ferrato in materia, per cui ho optato per una simbologia fatta di colori e icone, spero chiara e di dominio comune. Come per le piste di sci ho scelto verde, blu, rosso e nero per indicare la progressiva difficoltà da facile a difficile, escludendo a priori i percorsi che presentano tratti di arrampicata o necessitano di particolari tecniche alpinistìche o speleologiche. Ulteriori note chiarificatrici sono state poi inserite nel paragrafo "difficoltà". Inoltre la lunghezza è stata evidenziata dal numero di icone presenti accanto al nome dell'itinerario: uno indica un percorso di poche ore, due un percorso di mezza giornata, tre un piccolo trekking richiedente tutto il giorno. Per i percorsi più difficili si consiglia di avvalersi di una guida alpina o naturalistica esperta del luogo. Infine. per ovvie ragioni, si consiglia di percorrere i trekking nelle stagioni intermedie. comunque non in piena estate o nelle giornate più calde. |
Bivacco a Cala Goloritzè, foto M. Oviglia
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