HARD O SOFT?

soft

soft

Per noi chiodatori dare una valutazione ad una via è diventata quasi una rognosa incombenza ma, d’altro canto, è parte del “mestiere” dunque non ci si può esimere… Quando si chioda una nuova falesia e ci si trova a decidere i gradi, solitamente ci si trova davanti al terribile dubbio se dare o no quel mezzo grado in meno… Provando le vie appena aperte, si hanno determinate sensazioni, ma abbiamo anche imparato con l’esperienza che poi, una volta pulite e “segnate”, provate e riprovate, la difficoltà data dagli apritori sembrerà sicuramente sopravvalutata. Come evitare dunque la pessima figura di farsi svalutare i tiri da qualche ripetitore??

La soluzione praticata dalla maggioranza è dunque ovvia: basta gradare fin da subito stretto che col tempo il grado diverrà “giusto”. Anzi se si stringe di due step si eviterà di sicuro la brutta figura del farsi svalutare i tiri, o che i turisti tornino a casa dicendo “là regalano i gradi!”. Tuttavia questa prassi si è rivelata spesso controproducente, finendo per generare una falesia “cattiva” e quindi evitata tout court dai ripetitori. Chi dunque vorrebbe spendere sudore e fatica a chiodare settori interi per vederli poi finire abbandonati? C’è anche chi trova scappatoie diverse, ad esempio non gradare del tutto. In questo caso assistiamo a definizioni sul tipo… “difficile ma non troppo”, “abbastanza difficile”… “una volta quando ero bravo poteva esser difficile, ora no di certo”… etc… che ricordano la ormai desueta scala alpinistica francese, ma che nascondono la mancanza di coraggio nell’esporsi a dare una valutazione, aspettando che siano gli altri a parlare per te. Poi naturalmente il tutto è corredato da una serie di elucubrazioni filosofiche che giustificano la teoria del “non grado”, creando il giusto alone di mistero intorno a certe vie o certi siti. Ma per noi comuni mortali “gradatori” rimane il dilemma: hard o soft?

Gli inglesi – sempre loro!! – già da tempo hanno trovato una soluzione ancora differente. Invece di utilizzare i francesismi del tipo 6b+/6c, a cui noi siamo ricorsi per lavarci le mani e passare la patata bollente ai ripetitori, hanno adottato i termini hard o soft anche nel campo della scalata. Nelle guide inglesi, già da tempo si può leggere, nelle note di alcune vie, la dicitura “hard in the grade” che sta appunto ad indicare un grado ritenuto dai ripetitori stretto o, nel caso di “soft in the grade” largo… Ma generalmente tale grado difficilmente veniva poi aggiustato, come avviene da noi, specialmente se “storico”. Un’interessante soluzione che è stata subito messa sul web dal sito Rockfax (vedi foto) che dà addirittura la possibilità agli utenti di votare, un po’ come il nostrano climbook fa utilizzando i decimali. Insomma, difficilmente il grado verrà poi cambiato, ma “sappiate che il popolo dice che…”. Siamo insomma al televoto…

Tutto ciò non risolve però il dilemma di cui si diceva: è meglio gradare stretto o largo? Riferirsi a gradi “storici” godendo magari dei ripetitori bastonati dalle proprie vie, apparendo persino più bravi di quello che si è (uno dei paradossi dell’arrampicata), oppure “turistici”, regalando felicità e assicurandosi la gratitudine del ceto medio degli arrampicatori … e sicuramente il sarcasmo dei forti?

Englishitaly