PALERMO E’ UN BUCO NERO

riccardo9Il tempo a Palermo scorre lento, come nelle città sudamericane. A maggior ragione se è una giornata di arrampicata, tanto che anche le vie alpinistiche si iniziano di pomeriggio e finiscono di notte, o non finiscono del tutto. Ma nelle giornate dedicate alla falesia, il massimo del programma sono i due tiri a Valdesi, la falesia cittadina. Ti svegli con calma, poi c’è il rito del caffè nel miglior bar della zona, i cornetti, che possono essere dolci ma anche salati. E poi c’è il “tlaffico”. Mentre sei imbottigliato nelle vie della città, con una quantità impressionante di motorini che sfrecciano da tutte le parti, il mio amico medico mi spiega la sua teoria del traffico, paragonando il flusso delle macchine al sangue e le strade alle arterie. Le macchine in doppia e tripla fila provocano un restringimento, che si ripercuote su tutto l’organismo. Agli incroci, poi, non esiste la precedenza. A Palermo ci si avvicina fino quasi a toccarsi, poi ci si guarda negli occhi, come nei film western di Sergio Leone. In questo modo, dice l’amico, capisci all’istante se passerai tu o lui… e raramente si scontra. La legalità, dice imboccando un senso unico, è un’opinione…

Dopo circa un’ora si raggiunge la zona di Mondello, ma non è finita, c’è un’altra sosta al bar pasticceria della zona… Non prima di mezzogiorno, se dio vuole, si è in falesia. Ma non ci si è spostati di molto, si è sempre in città! Alcune macchine sul lato della strada indicano che c’è gente, ora bisogna scoprire chi c’è e c’è il rito dei saluti o degli sguardi incrociati, a seconda se siano amici o nemici. Finalmente si può scalare, e Valdesi è una delle più belle falesie italiane, con roccia da sogno. Personalmente non disdegno mai un giro sulla via storica “Cinematografo Azzurro”, una canna bianca che va e viene su una placca rossa. I colori intensi della roccia del sud si perdono col blu sfumato del mare di Mondello.

L’azione però non dura molto, l’allenamento in falesia o il fare grado, a Valdesi non è contemplato. Sembra solo una ricreazione, una boccata d’aria al parco cittadino. Si salta nuovamente in macchina e ci si inoltra nelle stradine di Partanna, dove ci aspetta l’insalata di mare di Testa Verde, la gastronomia top del posto. Difficilmente digeribile, ma c’è comunque il gelato a Mondello… La serata rimane libera e scorrerà lenta, prevedibile ed imprevedibile allo stesso tempo, tra pellegrinaggi per la città a prendere e lasciare amici, pizzerie sature, locali di tendenza o impegnati socialmente.

Amo Palermo e questo scorrere della vita lieve, indolente, al di fuori dal tempo. L’Italia sembra lontana, Milano forse sta in un altro continente, non si sa. Non so più quando è saltata fuori sta storia del “buco nero”. Qualcuno di noi ha paragonato Palermo ad un buco nero. Sai quando entri, ma non quando ne uscirai. E ti scordi persino di compilare il diario di bordo…il comandante Kirk si arrabbierà.

nella foto Riccardo su Cinematografo Azzurro, Valdesi

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