Sicurezza dei fix per l’arrampicata in ambiente marino

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Riceviamo e pubblichiamo due articoli a firma di Maurizio Oviglia, il primo, e di Claude Remy, il secondo, sul problema della rottura e della sicurezza dei fix usati per l’arrampicata in ambiente marino.

Il tema e il problema è di quelli da mettere in primo piano. Maurizio Oviglia e Claude Remy, partendo dallo loro lunghissima esperienza di “chiodatori” e dai recenti casi di rottura che hanno interessato alcuni fix inox di vie di arrampicata sportiva in ambiente marino, propongono un’interessante e importante punto della situazione. Senza assolutamente puntare il dito su nessuno, quello che emerge è prima di tutto che l’attenzione di ogni arrampicatore nell’affrontare una via in ambiente marino deve essere massima. Ergo si devono adottare tutte le precauzioni necessarie, ad esempio evitare assolutamente di fidarsi di un unico fittone. Poi, quello che sembra chiaro, è la necessità che tutti gli organismi preposti, dall’UIAA, al CAI, alle aziende produttrici, collaborino e lavorino per analizzare a fondo il problema e le sue cause e per stilare delle norme precise “per l’attrezzatura di falesie in ambiente marino: materiali da utilizzare e metodo di realizzazione delle soste”.

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39611

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